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GAAC  1992  56 / IV  n. 49 - 64

 
 
DIRITTO NAZIONALE

 

1 Stato - Popolo - Autorità
 

Competenza per l'apertura di ambasciate.

Oggigiorno l'art. 85 n. 3 Cost. non può più servire per motivare la necessità di una partecipazione parlamentare.

- Il Parlamento, con l'ordinamento dei funzionari e il blocco del personale, ha fatto pienamente uso della sua competenza in merito alla creazione di impieghi permanenti.

-. Contrariamente a quanto avveniva prima, da parecchio tempo i posti di capi missione diplomatici sono occupati da funzionari dell'Amministrazione generale della Confederazione, per cui l'apertura di un'ambasciata non comporta la creazione di impieghi.

- In mancanza di stabilità e di convincimento giuridico, la prassi temporanea relativa alla partecipazione parlamentare non è divenuta diritto consuetudinario.

L'art. 102 n. 8 Cost. e la LOA motivano la competenza del Consiglio federale.

- L'apertura di ambasciate rientra nell'ambito dei compiti, conferiti al Consiglio federale, di salvaguardia delle relazioni di diritto internazionale pubblico della Confederazione.

- Dal punto di vista del diritto d'organizzazione, le ambasciate sono considerate sottounità della Direzione amministrativa e del servizio esterno del DFAE, la quale ha lo statuto di Ufficio federale (t+f)  56.49

 
DIRITTO INTERNAZIONALE

 

0.1 Diritto internazionale pubblico generale
 

Pratica relativa alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU)

Estratti della giurisprudenza degli organi della convenzione

Asilo.

Art. 3 CEDU. Nessuna violazione nel caso in cui un sikh indiano del Pendjab non ha provato in modo sufficiente in che senso il suo ritorno in un'altra regione dell'India lo esporrebbe a un pericolo.

Art. 6 § 1 CEDU. Nessun diritto d'adire un tribunale in caso di una decisione d'allontanamento presa dopo il rigetto di una domanda d'asilo, poiché quest'affare non è né di natura civile, né di natura penale (conferma della giurisprudenza pubblicata nella GAAC  51.71 [1987]).

Art. 13 CEDU. Il ricorso amministrativo contro la decisione in materia d'asilo depositato all'epoca presso il DFGP ha soddisfatto questa disposizione (conferma della giurisprudenza pubblicata nella GAAC  51.88 [1987])  56.50

Rinvio di un richiedente l'asilo. Esaurimento delle vie di ricorso.

Art. 3, 13 e 26 CEDU. Se un richiedente l'asilo afferma che le condizioni nel Paese d'origine si sono sensibilmente deteriorate dopo la decisione di rigetto dell'asilo, e che quindi il suo allontanamento non deve essere eseguito (art. 3 CEDU), deve far valere tale argomentazione in una domanda di riesame. Questa costituisce una via di ricorso effettivo (art. 13) di cui conviene far uso per adempiere la condizione di esaurimento di tali vie (art. 26 CEDU) (f)  56.51

Art. 6 § 1 CEDU. Diritto a un equo processo in materia penale.

Equità del procedimento.

- Rimane aperta la questione a sapere se un accusato ha diritto, secondo le circostanze, invece che all'archiviazione di una querela, a un processo in buona e debita forma al fine di consentirgli di provare la sua innocenza (la Commissione non è entrata in materia per decorrenza del termine).

- Nessun diritto a che sia dato seguito a un procedimento penale contro terzi (conferma della giurisprudenza).

- Ammissibilità di una multa per procedimenti temerari secondo l'art. 31 cpv. 2 OG.

Diritto a un tribunale indipendente e imparziale.

Questa garanzia comprende un diritto a una nuova composizione di un tribunale solamente se questa si occupa nuovamente di una materia, che era già stata oggetto di una decisione poi cassata da parte di un'istanza superiore, e nella misura in cui motivi concreti facciano ragionevolmente dubitare dell'imparzialità dei magistrati in causa.

Art. 26 CEDU. Termine di ricorso.

Inizio del computo del termine di sei mesi in caso di detenzione terminato con archiviazione delle querele (senza via di ricorso per far valere la censura d'illegalità della detenzione) (f)  56.52

Art. 6 § 1 CEDU. Diritto a una decisione in materia civile entro un termine ragionevole. Domanda di rinnovo di un'autorizzazione per la distribuzione di un unguento.

Nozione di contestazione dei diritti.

- I diritti di cui nell'art. 6 § 1 CEDU sono quelli a proposito dei quali si può dire, con motivazioni sostenibili, che sono previsti dal diritto nazionale. Questa disposizione non può quindi condurre al riconoscimento di diritti che non hanno fondamenti di diritto materiale nel diritto nazionale.

- Si è sempre in presenza di una controversia su un diritto fra l'altro quando l'esito della procedura ha influssi diretti sui diritti e i doveri della persona in questione.

- In casu, l'art. 6 § 1 CEDU è applicabile a una controversia che concerne la libertà di commercio garantita nell'art. 31 Cost.

Carattere civile del diritto.

- Non è escluso già per il semplice fatto che il diritto nazionale attribuisce al diritto pubblico la controversia (in casu: autorizzazione di polizia).

- Nel presente caso, la possibilità di distribuire l'unguento costituiva una parte dell'esercizio dell'attività commerciale della richiedente e aveva carattere civile ai sensi della CEDU.

Durata della procedura.

Nessuna violazione del diritto a una decisione entro un termine ragionevole nella presente procedura la cui durata di 7 anni e 11 mesi è da attribuire in misura preponderante alla condotta della richiedente (f)  56.53

Art. 6 § 1 CEDU. Durata della procedura penale in un affare di criminalità economica (oltre 12 anni).

Nessuna violazione della CEDU, visto che la durata contestata non è dovuta all'inattività delle autorità giudiziarie, bensì alla complessità dei reati e al fatto che il ricorrente ha utilizzato numerosi rimedi giuridici (f)  56.54

Disciplina davanti ai tribunali.

Art. 6 § 1 CEDU. Diritto d'adire un tribunale e diritto a un processo equo.

Nessuna violazione a causa della condanna a una multa ordinaria per ricorso temerario e comportamento sconveniente davanti al tribunale.

Art. 10 § 2 CEDU. Ingerenza di un'autorità nella libertà d'espressione.

La condanna a una multa ordinaria per comportamento sconveniente davanti al tribunale può essere giustificata come una restrizione della libertà d'espressione, prevista nella legge e necessaria, in una società democratica, per garantire l'autorità e l'imparzialità del potere giudiziario (f)  56.55

Art. 6 § 1 CEDU. Diritto a un tribunale indipendente e imparziale.

- Nel quadro dell'esame soggettivo, si presume, fino a prova contraria, l'imparzialità personale di un giudice.

- Nel quadro dell'esame oggettivo basta, per ricusare, l'esistenza di fatti oggettivi che consentono di dubitare dell'imparzialità. Il punto di vista del richiedente è importante, ma non decisivo, considerato che si tratta della fiducia pubblica di una società democratica nelle proprie autorità giudiziarie.

- Il fatto che i giudici investiti di un affare penale appongano l'autografo su un libro che accusa il prevenuto non motiva nelle circostanze speciali di questo caso nessuna apparenza di parzialità (i giudici per cortesia avevano esaudito il desiderio di un collega straniero la cui segretaria collezionava in questa maniera le firme di tutte le persone che avevano in qualche modo a che fare con l'istruzione del caso).

- Infondatezza della censura secondo cui un giudice dell'istanza superiore è parziale per il fatto che, nel medesimo affare ha dovuto decidere, nella precedente funzione di giudice supplente presso un tribunale inferiore, in merito a una domanda di ricusazione dei membri ordinari di detto tribunale  56.56

Art. 6 § I, art. 6 § 3 lett. d CEDU. Diritto a un processo equo, diritto all'interrogazione di testimoni a discarico.

Il rigetto di una domanda di audizione di altri testimoni è ammesso nel caso in cui sia stata raccolta una quantità sufficiente di altre prove e le dichiarazioni attese sembrino, per valutazione anticipata, non pertinenti o poco degne di fede  56.57

Affare Lüdi. Diritto al rispetto della vita privata e diritti alla difesa in caso di impiego di un agente di polizia infiltrato nell'ambito della lotta contro la droga.

Art. 8 § 1 CEDU. In casu, l'intervento di un agente infiltrato non costituisce, né in sé, né abbinato a una sorveglianza telefonica, un'ingerenza nell'esercizio del diritto al rispetto della vita privata dell'interessato.

Art. 6 § 3 lett. d e art. 6 § 1 CEDU. I diritti alla difesa sono violati se, né il giudice istruttore, né il giudice cui spetta la decisione, hanno convocato l'agente infiltrato e il prevenuto non ha avuto alcuna possibilità di porgli domande (f)  56.58

Art. 7 CEDU. Principio della non retroattività.

La Commissione lascia aperta la questione a sapere se questo disposto, che si riferisce a contravvenzioni di diritto penale, sia applicabile allo scioglimento di una persona giuridica che elude le disposizioni sull'acquisto di immobili da parte di persone all'estero e alla devoluzione del suo patrimonio all'ente pubblico. Infatti, la devoluzione del patrimonio trova un fondamento legale sufficiente nell'art. 57 cpv. 3 CC, indipendentemente dal fatto che la persona giuridica fosse stata costituita, nel presente caso, già prima dell'entrata in vigore delle disposizioni sull'acquisto di immobili  56.59

Art. 8 § 1 CEDU. Diritto al rispetto della vita privata e familiare.

Il divieto d'entrata di 3 anni pronunciato contro un coniuge straniero espulso dalla Svizzera non costituisce, in casu, un'ingerenza nell'esercizio di questo diritto, visto che l'altro coniuge, cittadino svizzero, può ragionevolmente raggiungere la persona rinviata nel Paese d'origine (conferma della giurisprudenza) (f)  56.60

Imposizione fiscale di coniugi.

Art. 8, 12 e 14 CEDU. Né il diritto al rispetto della vita privata e familiare, né il diritto di coniugarsi, né il principio della non discriminazione sono violati dalla procedura fiscale del cumulo dei redditi che colpisce in misura maggiore le coppie coniugate rispetto ai concubini (conferma della giurisprudenza pubblicata in DR 49, pag. 181 segg.)  56.61

Irricevibilità di una domanda identica.

Art. 27 § 1 lett. b CEDU. Nozione di «fatto nuovo».

- Sono considerati fatti nuovi informazioni o argomenti nuovi atti a modificare i fondamenti sui quali la Commissione si era basata per decidere in merito a una domanda precedente. Un'interpretazione più ampia equivarrebbe a instaurare praticamente un ricorso di riconsiderazione delle decisioni della Commissione sulla ricevibilità delle domande, possibilità non prevista nella CEDU.

- Non costituisce un fatto nuovo, in una controversia arbitrale già esaminata dalla Commissione, una sentenza penale che proscioglie il richiedente dall'imputazione di diffamazione per mancanza di realizzazione degli elementi soggettivi della fattispecie, nella misura in cui tale proscioglimento non consenta di concludere che si tratta di veridicità delle affermazioni incriminate in merito al comportamento della controparte nella procedura arbitrale (f)  56.62

Art. 54 CEDU. Controllo dell'esecuzione delle decisioni della Corte da parte del Comitato dei Ministri.

A. Risoluzione DH (92) 21, del 15 maggio 1992 (affare S. contro la Svizzera) (f)  56.63 A

B. Risoluzione DH (92) 61, del 10 novembre 1992 (affare Lüdi contro la Svizzera) (f)  56.63 B

Estratti della giurisprudenza della autorità svizzere

Abolizione della pena di morte.

Art. 2 § 1 secondo periodo e art. 7 CEDU. Art. 2 prot. n. 6 della CEDU.

Se è abolita nel diritto ordinario (art. 27 CPM), la pena di morte non può essere reintrodotta, tramite diritto d'emergenza, in tempo di guerra odi pericolo imminente di guerra (f)  56.64

 

 

 

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